mercoledì 13 febbraio 2008
Quando è importante contare fino a dieci
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alessandro
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categoria blog, corporate blog, UGC
venerdì 25 gennaio 2008
Second Life per Lancia
Ma parliamo dell'iniziativa. Sulla superficie dell'isola sono presenti 5 edifici (Reception, Showroom, Multi-Theatre, Glass Bubble e Lancia Cafè) collegati da una rete stradale, percorribile dai visitatori a bordo di 4 auto del gruppo (Ypsilon, Musa, Phedra e Thesis), realizzate, dicono, con una definizione mai raggiunta fino a oggi in Second Life. Purtroppo io non posso confermare, vista la scarsa resa della mia scheda video. :(L'evento clou sarà il prossimo 3 marzo, quando avverrà la presentazione virtuale della nuova Lancia Delta, a 24 ore dal debutto dell'auto al Salone di Ginevra.Nei prossimi giorni, invece, sarà possibile assistere ad alcuni concerti, trasmessi sui maxschermi dell'isola, e partecipare al contest video-fotografico "Show Your Lancia on Second Life", dove saranno premiati gli utenti che realizzeranno i video e le foto più originali, che abbiano come protagonista una delle vetture Lancia.
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alessandro
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categoria metamondi 3D, second life, UGC
mercoledì 19 settembre 2007
Bzzers: Consumatori di tutta Italia unitevi!
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alessandro
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categoria UGC, viral action
venerdì 6 luglio 2007
Comunicazione e/è Partecipazione
"Per il “progetto 500” Fiat ha deciso di ricorrere ad un approccio rivoluzionario che ha posto al centro del processo di sviluppo il concetto di “partecipazione”. Infatti, per la prima volta nel campo automobilistico, sono stati coinvolti direttamente i tantissimi appassionati sparsi nel mondo che, attraverso la piattaforma Internet “500 wants you”, hanno espresso i loro desideri sulla futura vettura. Successivamente questi suggerimenti sono stati accolti dai designer e dagli ingegneri di Fiat Automobiles trasformandoli in obiettivi da raggiungere con soluzioni stilistiche e dotazioni il più possibile vicine alle aspettative dei potenziali clienti".
Un approccio più che mai partecipativo, dunque, che ha già fatto di questa campagna un esempio da seguire. "500 wants you" è stato "un grande laboratorio online dove gli utenti hanno potuto scoprire il concept stilistico della nuova vettura, esprimere le proprie preferenze, proporre idee per contribuire, per la prima volta nella storia di un'auto, alla sua creazione, in modo corale e attivo". Un po' di numeri faranno capire meglio:
- Il sito. Online dal maggio 2006, è stato visitato da oltre 3.700.000 utenti, ha totalizzato più di 51.700.000 pagine viste e vanta una community di 76.000 affezionati.
- Concept Lab. Attraverso il Concept Lab, un luogo virtuale dove si poteva modellare la concept car Fiat, sono state raccolte oltre 275.000 configurazioni, spunti di accessori e personalizzazioni del nuovo modello.
- Concorsi. Il concorso internazionale DesignBoom ha visto la partecipazione di oltre 5.400 utenti e l'invio di circa 1.060 progetti. 1.263 proposte al concorso “500 wants a mascotte” ha raggiunto 1263 proposte. “Facce da 500”, un gioco che invitava le persone a interpretare con un'espressione del volto un particolare a scelta dell'auto, circa 600.
- Una ogni 40 secondi! E' il ritmo delle prenotazioni della speciale edizione della Fiat 500 dedicata ai membri della community. Le 500 auto disponibili sono state prenotate senza che fossero stati comunicati prezzo e dettagli della vettura.
Nel corso dell'anno sono state diverse le iniziative legate al sito. In questo post di Ninjamarketing dello scorso novembre ne sono descritte alcune.
Un bell'esempio di comunicazione MADE IN ITALY.
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alessandro
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martedì 19 giugno 2007
Corporate blog: Le cause dell'arretratezza europea - Parte5 - Mancanza di controllo sui contenuti in rete
- ottenere la registrazione obbligatoria al blog prima che il visitatore possa inserire qualsiasi commento, in modo da limitare il numero di commenti poco seri.
- anteporre un filtro ai commenti, i quali saranno visionati da un moderatore prima di essere pubblicati.
- privare il blog aziendale dell’area dedicata ai commenti, cercando altre vie per l’interazione con il visitatore.
Azioni che, tuttavia, non sembrano molto sagge. Se, nel primo caso, le relazioni perse per il tempo necessario alla registrazione, sono controbilanciate dalle informazioni che l'azienda può ottenere sui visitatori, decidere di non pubblicare i commenti negativi ricevuti sarebbe come attivare una bomba ad orologeria, pronta a scoppiare in qualsiasi altro luogo della blogosfera, la cui onda d'urto raggiungerà, prima o poi, l'azienda. Ben diversa l'ultima opzione, che finisce con lo snaturare lo strumento blog, rendendo, di fatto, più macchinosa l'interazione.
Azioni che, inoltre, affrontano in modo sbagliato il problema. Come diceva Alessio Jacona nell'intervista proposta qualche giorno fa, questo aspetto esula dal corporate blog in sè. Infatti, qualora si volessero diffondere notizie contro l’azienda ed il suo comportamento, ci sarebbero a disposizione migliaia di altri blog, altrettanto frequentati.
Cosa fare dunque? Innanzititto svolgere un'analisi approfondita della propria azienda, individuando punti di forza e punti deboli. Successivamente, stabilire una strategia di comunicazione, il che permetterà di non farsi trovare impreparati nella gestione dei commenti.
Questo è quanto hanno fatto a Mandarina Duck, ma come afferma il responsabile del progetto Alessandro Leoni, in un intervento ripreso da DistrettoPmi, non è stato facile:
”All'inizio abbiamo dovuto superare un fortissimo blocco interno. La domanda che ci siamo posti e che siamo sentiti porre era se questa iniziativa fosse una vera opportunità o non rappresentasse piuttosto una minaccia. Il timore più forte è che si trasformasse in un boomerang per l'immagine della nostra azienda. Il customer service era il più preoccupato. Intimorito dall'idea che i clienti potessero utilizzare il blog come spazio per criticare , magari con toni poco consoni, eventuali difetti di produzione, amplificando, con effetti negativi, problemi fisiologici che qualsiasi casa di produzione può incontrare”.
“Avevamo probabilmente sottovalutato i nostri clienti, che in realtà continuano a rivolgersi ai canali deputati per eventuali problemi di difettosità dei prodotti: esiste un servizio clienti e lì inoltrano le loro richieste . Il corporate blog è diventato dunque il luogo dove attivare nuove modalità relazionali con i nostri clienti, anche e soprattutto in un'ottica di brand protection”.
Da queste ultime parole si deduce come sia importante stabilire con il pubblico le modalità di utilizzo del blog. Cosa si può e cosa non si può fare. Il team di Google Italia, per esempio, nel momento in cui ha deciso di aprire i commenti, metteva alcuni paletti:
"Come ogni casa che si rispetti, anche la nostra ha delle regole: ovviamente chiare, e poche. Diciamo che nella casa può entrare chi vuole, basta che sia educato e non invogli nessun'altro a uscire, cercando di rimanere all'interno dell'argomento di discussione, in modo che tutti possano beneficiarne e prendere parte al discorso. Fine delle regole. Essendo facili da rispettare, sono sicuro che potremo spendere il nostro tempo sul blog comunicando con voi e ascoltando cosa avete da dire, ma soprattutto da dirvi. Ci piacerebbe che in questa piazza le persone si incontrassero condividendo interessi comuni".
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categoria blog, corporate blog, UGC
domenica 22 aprile 2007
Creatività a costo zero
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alessandro
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