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venerdì 11 luglio 2008

Niente e-mail nelle domande del personale scolastico

Ammetto di non aver mai compilato una domanda di assunzione o simili per il settore pubblico e che, dunque, non conosco al meglio i meccanismi che regolano questi processi. Tuttavia oggi ho avuto per le mani l'allegato D del D.M. n. 59 del 26 giugno 2008, ovvero il modulo da compilare per essere inseriti nelle "graduatorie di circolo e di istituto di 3° fascia per il triennio scolastico 2008/09, 2009/10, 2010/11 per i profili professionali di assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, infermiere, guardarobiere, addetto alle aziende agrarie e collaboratore scolastico". Quello che mi ha colpito è l'assenza della dicitura "e-mail" nel campo dei recapiti del richiedente. Possibile che l'istituzione scuola non utilizzi questo importantissimo canale di comunicazione per gestire il rapporto con gli aspiranti lavoratori?

martedì 22 gennaio 2008

Italia.it chiude: The page cannot be found

Si è conclusa lo scorso 18 gennaio l'agonizzante permanenza sul web di Italia.it, portale nato con lo scopo di rilanciare il turismo nel nostro paese e morto, meno di un anno dopo, tra infinite polemiche e milioni di euro bruciati. Probabilmente il più grande fallimento della storia del Web, ottenuto dalla più grande azienda del nostro paese: lo Stato Italiano.


Per chi non conoscesse la vicenda, ecco una breve cronostoria:

Marzo 2004. Il Ministro per l'Innovazione e la Tecnologia Lucio Stanca inizia i lavori.

Maggio 2004. Vengono allocati i fondi per il portale. 45 milioni di euro in tre anni. 20 per la realizzazione del portale, 25 per i contenuti.

Luglio 2005. I lavori sono affidati ad un consorzio temporaneo di impresa costituito da IBM, ITS e Tiscover.

Marzo 2006. Dei 25 milioni per i contenuti, 21 andranno alle regioni, 4 per i contenuti di interesse nazionale.

Febbraio 2007 - 1. A distanza di un giorno l'uno dall'altro, vengono presentati logo e portale dal Presidente del Consiglio Prodi, subentrato da quasi un anno a Berlusconi. Neanche il tempo di metterlo online e fioccano le polemiche. Il portale è nato già vecchio: "Un'impostazione a tabella (già superata dai moderni linguaggi stilistici Css), troppe animazioni e filmati che rallentano il caricamento e bloccano i contenuti. Troppi clic per arrivare alle pagine interne, passaggi inutili che allontanano il sito dai primi posti nei motori di ricerca".

Febbraio 2007 - 2. Nascono alcuni movimenti dal basso per ricostruire il portale: Ritalia.eu e "Progetto David".

Aprile 2007. Dopo le innumerevoli polemiche, il Ministro Luigi Nicolais annuncia la creazione di una commissione d’indagine sul progetto italia.it.

Ottobre 2007. Rutelli dichiara che sarebbe meglio chiudere il portale.

Gennaio 2008. Italia.it non è più sul web. I soldi spesi in tutto sarebbero 35,9 milioni di euro, suddivisi così:

- 9,6 milioni (appalto a RTI IBM/ITS/Tiscover per realizzazione piattaforma tecnologica, IVA compresa)
- 1,237 milioni per spese appalto, studio di fattibilità e altre incombenze preliminari
- 21 milioni alle regioni per contenuti (attualmente in fase di assegnazione)
- 2,1 milioni dalle regioni per contenuti (idem)
- 2 milioni per promozione del portale


Per chi volesse approfondire ulteriormente la questione, consiglio vivamente la lettura del blog Scandalo Italiano, dal quale sono state raccolte molte notizie per la redazione di questo post.

I nostalgici, invece, potranno ammirare ancora il portale, grazie ad una replica realizzata da Marco Pugliese ed ancora visitabile a questo indirizzo.

domenica 27 maggio 2007

La Pubblica Amministrazione sempre più pubblica

Ho appena letto un interessante articolo sull'utilizzo della rete in italia, il quale fa riferimento ad una recente ricerca di Nielsen/NetRatings, presentata a Roma nell'ambito del ForumPa di venerdì scorso. Oltre ai dati che rimarcano la progressiva crescita della diffusione della rete (il 43% delle famiglie hanno internet a casa, di queste il 75% usufruiscono della banda larga), mi pare di grande importanza la crescita degli investimenti in internet (+9%) da parte della Pubblica Amministrazione. Il totale degli investimenti è così suddiviso:
  • Ministeri (55%)
  • Regioni (35%)
  • Province (6%)
  • Comuni (4%)

Purtroppo non vengono citate le percentuali rispetto ai budget disponibili, le quali avrebbero dato un'idea più precisa del fenomeno. Tuttavia mi sembra indicativo il fatto che la regione Campania sia al terzo posto tra i maggiori investitori in rete nel 2006. Che abbiano intenzione di costruire un inceneritore online?!

Scherzi a parte. Gli investimenti della Pubblica Amministrazione in rete sono cospicui e speriamo siano anche ben indirizzati. Certo, i presupposti non sembrano i migliori, viste le forti critiche che hanno movimentato la blogosfera negli ultimi tempi. Mi riferisco alla messa in rete del famoso portale italia.it, costato la modica cifra di 45 milioni di euro, che ha portato alla nascita di un vero e proprio movimento per una sua riprogettazione.